Per sentire bastano l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto.
Per ascoltare ci vogliono mente e cuore.
Sentiamo in modo automatico, naturale.
Per ascoltare invece dobbiamo averne l’intenzione. Occorre attenzione consapevole. Bisogna essere interessati a quello che ci dicono, a quello che avviene davanti o intorno a noi, a ciò che ci rendiamo davvero disponibili a cogliere.
“Saper ascoltare è fondamentale per poter arrivare alla conoscenza di sé e degli altri, perché la mente ha bisogno di una scintilla che l’accenda e vi infonda l’impulso della ricerca e un amore ardente per la conoscenza e la verità”
Plutarco
Al di là dei suoni e delle parole che percepiamo con i sensi, l’ascolto è un processo attivo e volontario. Profondo, pieno, partecipe.
Saper ascoltare è un’abilità importantissima per le relazioni umane, per l’apprendimento e la conoscenza, per la crescita personale.
Non siamo sempre focalizzati. L’ascolto può essere compromesso da distrazioni, difficoltà, stanchezza. Vuole concentrazione e dedizione. Indubbiamente però la predisposizione all’ascolto credo sia propria della sensibilità, dell’empatia, dell’intelligenza emotiva.
Del resto è qualcosa che ci restituisce molto, che ci arricchisce, che ci permette legami di valore.
Ascoltare significa accogliere l’altro, lasciargli il centro della scena, avere il piacere di essere in ricezione e la determinazione a capire. L’ascolto tocca e attiva corde emotive essenziali e preziose.
Oggi mi è venuta in mente questa riflessione perché noto spesso incuria, noncuranza, superficialità…Forse siamo troppo frettolosi, ci soffermiamo troppo poco sul rispetto degli altri e di ciò che nasce dal dialogo vero. Pensiamo di “non avere tempo” eppure il tempo per l’ascolto non dovrebbe mai mancare: non è affatto sprecato!
Nell’ascolto c’è apertura, lungimiranza, delicatezza, buon senso. E piacere, tanto piacere!
Leggi anche il mio altro articolo “Lo stile delle donne non ha età”



