Il conflitto non è un male. Lo diventa solo quando è distruttivo. Il contrasto di idee e di opinioni è umano, quello che conta è imparare a dissentire in modo corretto, rispettoso e costruttivo, senza scontrarsi.
Il problema infatti non è il conflitto, il problema è come lo affrontiamo.
Perché nella vita (e nelle relazioni: coppia, amicizie, famiglia, lavoro) è normale non essere sempre d’accordo. Anzi: se non succede mai di discutere e di avere posizioni differenti, spesso c’è solo silenzio oppure rinuncia.
Il punto è cercare sempre di dissentire in modo sano, senza trasformare ogni divergenza in una battaglia.
Conflitto sano è quello che serve ad affermare la propria posizione, accettando quella dell’altro:
- si parla per chiarire, non per vincere
- si cerca un punto d’incontro, non un colpevole
- ci si rispetta anche quando non si è d’accordo
- ci si ascolta davvero (non solo per rispondere)
Non sempre è comodo, ma è intelligente, sostenibile e sensato.
Conflitto distruttivo è quando la divergenza diventa un ring ovvero scatta il “tutto o niente”, l’offesa, il torto e la ragione, quindi si usano:
- tono aggressivo o sarcastico
- generalizzazioni (“tu fai sempre così”, “non capisci mai”)
- attacchi personali (“sei egoista”, “sei impossibile”)
- rinfacci e contabilità emotiva (“dopo tutto quello che ho fatto…”)
- fuga, muro, silenzio punitivo
Qui non si discute più di un fatto. Si mette in discussione la persona, si sferrano colpi bassi, si passa a una modalità che ferisce. Si vuole stabilire chi vince e chi perde, dunque il conflitto non è più sano e crea una frattura.
Perché è così difficile dissentire senza perdere il controllo?
Forse perché abbiamo ceduto alla “cultura” della forza, forse perché abbiamo paura di apparire la parte perdente, forse perché vogliamo difendere le nostre ragioni a qualsiasi costo.
In realtà abbiamo rispetto quando diamo rispetto.
Possiamo essere determinate e assertive senza alimentare scontri.
Viviamo relazioni positive e appaganti quando riusciamo a gestire un confronto leale, sereno, ragionevole.
Si può. Perché siamo Donne. E la maturità ci regala una possibilità bellissima: imparare a dire la nostra con energia e presenza, non con rabbia.



