L’onestà intellettuale per me è avere il coraggio di non mentire a me stessa e agli altri.
Non è soltanto dire la verità, è qualcosa di più sottile e variegato.
L’onestà intellettuale è dire:
- “Non lo so” senza sentirsi sminuiti
- “Mi sono sbagliata” senza avvertire il peso della sconfitta
- “Ho cambiato idea” senza doversi giustificare all’infinito
- “Questo non mi convince” anche se tutti sembrano approvare.
È riconoscere qualcosa anche quando non fa comodo.
È ammettere quello che c’è di buono, anche se arriva da una persona che non ci sta simpatica.
È leggere fino in fondo prima di reagire (sì, anche online).
E soprattutto è una forma di rispetto: per la realtà, per gli altri, per la propria mente.
L’onestà intellettuale non è freddezza. È maturità.
Penso che molte Donne come me, in età matura, abbiano sviluppato la loro onestà intellettuale perché hanno già pagato il prezzo delle illusioni, delle delusioni, degli errori.
Hanno creduto a cose che poi si sono rivelate diverse.
Hanno idealizzato, giustificato, minimizzato.
Hanno avuto pazienza quando avrebbero dovuto avere confini.
Hanno taciuto quando avrebbero dovuto parlare.
E a un certo punto proprio la maturità porta lucidità, coraggio, lungimiranza.
Più che avere ragione, ci interessa essere vere, no?
E allora i principi dell’onestà intellettuale diventano davvero un riferimento incrollabile:
-non confondiamo le opinioni con la realtà (o almeno ci proviamo!)
-crediamo nelle nostre idee ma siamo disponibili a metterle in discussione
-non ci nascondiamo se abbiamo sbagliato
-sappiamo sostenere un pensiero anche quando è difficile o incompreso
Non fa rumore. No, l’onestà intellettuale è tenace e silenziosa. Non predica e non umilia, è coerente e corretta.
Soprattutto per noi Donne over 50 e 60 spesso diventa una forma di carattere, di libertà, di postura morale. Ci fa sentire più forti, ci fa sentire meglio.



