La gratitudine non è ingenuità: è uno sguardo positivo. L’attitudine a notare ciò che abbiamo, a dare valore alle cose buone, a prestare attenzione alle risorse disponibili.
Si può allenare. Sì, la gratitudine si può imparare. Non significa negare ciò che non abbiamo, i problemi o le difficoltà. Ci insegna invece a considerare sempre quanto di bello e di importante c’è in noi e nella nostra vita.
La gratitudine richiede applicazione.
Bisogna accorgersi di ciò che c’è, anche quando non è tutto perfetto.
Perché la vita non è una foto patinata: è fatta di giornate piene, imprevisti, stanchezza, pensieri che corrono, sofferenze. Eppure, dentro quella vita vera, ci sono sempre piccole cose che meritano di essere viste con i nostri occhi migliori: un gesto gentile, una risata, un messaggio, un corpo che ti porta in giro, un tetto, una tazza calda tra le mani, un lavoro, un affetto.
Essere grate significa riconoscere ciò che abbiamo. Ma anche, o forse soprattutto, ciò che siamo, possiamo essere, possiamo fare.
Non per accontentarci, ma per vivere meglio. Con un animo più sensibile, con meno pretese e più entusiasmo.
Quando alleniamo la gratitudine, succede una cosa interessante: la mente smette (almeno un po’) di cercare solo quello che manca, di lagnarsi per qualche noia, di penare per piccole insoddisfazioni e inizia a vedere anche quello che funziona.
Naturalmente non significa negare i problemi.
È non lasciare che i problemi siano l’unica storia che ci raccontiamo.
La gratitudine ti riporta al presente e ti ricorda quanto puoi vivere, godere e fare.
Come si allena?
Io ho scoperto delle regolette facili, cioè ho capito che è importante dare proprio uno spazio quotidiano alla gratitudine. Pensare ogni giorno a qualcosa per cui dire grazie, pronunciare un grazie per qualcosa che riceviamo, ricordarsi di qualcosa di bello che ci ha fatto stare bene.
Serve una pratica gentile e accurata.
La gratitudine non cambia la vita in un colpo solo. Però cambia l’approccio con la vita. E questo nuovo approccio cambia l’umore e le scelte che riusciamo a fare.
Quando iniziamo a notare ciò che abbiamo, iniziamo anche a trattarlo meglio: relazioni, tempo, energia, occasioni. Iniziamo pure a trattare meglio noi stesse. Perché la gratitudine ci rende più consapevoli dei piccoli grandi momenti di felicità. È apertura, è slancio, è fiducia.



